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Oggi è 27/05/2018, 2:19

Ucronia - Esplorazione Urbana - Mostra Fotografica


by Fabio Crivellaro

Ucronia

Il termine Ucronia deriva dal termine francese ideato dal filosofo Renouvier, unendo la u- di utopia alla parola cronos, prelevata dal greco antico dove significa tempo. Sta ad indicare la narrazione letteraria o cinematografica di cosa sarebbe potuto succedere se il corso degli eventi avesse preso un'altra direzione.

Abbiamo scelto questo nome per il nostro gruppo fotografico, perché traduce il nostro pensiero mentre ci immergiamo in questi luoghi abbandonati, chiedendoci cosa ne sarebbe stato ad esempio dell'economia del Polesine se le fornaci fossero ancora attive, se la civiltà contadina non fosse stata progressivamente marginalizzata, o ancora che aspetto avrebbero alcune magnifiche ville se non fossero state abbandonate con il loro immenso carico di fascino ed eleganza.
Nei progetti fotografici che ogni singolo componente del gruppo ha portato avanti con coerenza e ricerca nel tempo si sviluppano le suggestioni di differenti storie alternative, suggestioni proposte alla fantasia dell'osservatore, il quale vedendo le foto può immaginare quale sia stato l'effettivo passato di quei luoghi, come avrebbe potuto essere il presente se la storia fosse andata diversamente, come sarà il futuro se questi luoghi saranno o meno interessati a progetti di recupero e valorizzazione

Urban Exploration

L'Urban Exploration (spesso abbreviata in urbex )tradotta letteralmente dall'inglese come "esplorazione urbana", consiste nella scoperta ed indagine di strutture costruite dall'uomo, spesso edifici abbandonati o componenti poco visibili dell'ambiente urbano. La fotografia e la documentazione storica sono ingredienti essenziali di questa corrente.
Questi edifici sono stati abbandonati a causa di disastri naturali, tracolli economici o semplicemente in seguito al normale decorso della vita. Lo scopo di queste "missioni" è documentare lo stato di questi luoghi, facendo anche delle ricerche storiche per scoprirne nel modo quanto più possibile veritiero le vicissitudini, cercare indizi sulla loro storia e immortalare i segni di un passato che non può più ritornare. Anche se apparentemente questi comportamenti possono sembrare trasgressivi, questa comunità di persone diffusa praticamente in tutto il mondo non ha l'intenzione di sovvertire alcuna realtà, infatti si cerca di lasciare intatto l'ambiente in cui ci si avventura, non interferendo con la naturale progressione della decadenza, dimostrando quindi una forma di rispetto e infine amore per questi luoghi e cercare invece di far risplendere ancora la loro bellezza.

il nostro motto è: "Lasciate solo impronte; prendete solo emozioni"





In questa mostra fotografica troviamo 8 sguardi diversi, 8 maniere diverse di vivere i luoghi abbandonati.

Fabio Crivellaro

©Diffoto ©Diffoto

Nelle foto di Fabio troviamo una metafora che indica una volontà di rinascita, uno studio del passato per poter passare oltre e cercare un nuovo inizio. Le foto sono state influenzate enormemente dalla deindustrializzazione del polesine.



Genni Albertin

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Le foto di Genni sono meditative, introspettive, invitano a fermarsi e riflettere sull’estetica della decadenza, in contrapposizione all’adrenalina della scoperta di un luogo abbandonato e alla ricerca della sua storia passata.



Roberto Giannese

Roberto utilizza i luoghi abbandonati come scenario per scattare foto di ritratto, ricrea situazioni fantastiche che si discostano dalla realtà di tutti i giorni, sono piccoli scorci di fantasia e fuga dalla miriade di regole e vincoli che ci limitano quotidianamente.



Silvia Periotto

Silvia fa rivivere, tramite le sue fotografie, i fasti passati di vecchi veicoli che hanno segnato l’eccitazione, la gioia, l’attesa e l’invidia di numerose famiglie del passato.



Barbara Agujari

Gli scatti di Barbara, sono dettagli di vita vissuta che si sono fermati nel tempo, così come sono stati lasciati dai legittimi proprietari, il proprietario attuale è solo il tempo che pian piano li consuma e li rende giorno dopo giorno sempre più propri.



Maurizio Callegarin

©Diffoto

Maurizio usa nelle sue foto un punto di vista più naturalistico, in cui la natura pian piano si impossessa di quello che le apparteneva all’alba dei tempi inghiottendo tutto facendo tornare verde quello che l’uomo ha fatto diventare color mattone.



Giulia Callegarin

Il pensiero di Giulia si focalizza sulla fugacità del tutto, sul decadimento di bellezze architettoniche nel loro inevitabile ritorno alla terra, che porta con sé una nuova bellezza e nuovi significati.



Anna Bechis

©Diffoto ©Diffoto

Lo sguardo di Anna, a differenza di tutti è duro, oscuro. I luoghi abbandonati per lei sono un grandissimo contrasto tra il buio del loro abbandono e la luce che gli filtra attraverso come a infilzare il loro spirito.






Esposizioni

- Bosaro (RO): dal 9 Giugno 2018 al 24 Giugno 2018 presso "Il Comune di Bosaro"
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